>Nel mondo di oggi la laicità è intesa in varie maniere: non c'è una sola laicità, ma diverse, maniere talora opposte e persino contraddittorie tra loro.
La laicità, nata come indicazione della condizione del semplice fedele cristiano, non appartenente né al clero né allo stato religioso, durante il Medioevo ha rivestito il significato di opposizione tra i poteri civili e le gerarchie ecclesiastiche, e nei tempi moderni ha assunto quello di esclusione della religione e dei suoi simboli dalla vita pubblica mediante il loro confinamento nell'ambito del privato e della coscienza individuale.
Al termine laicità è stata attribuita un'accezione ideologica opposta a quella che aveva all'origine.
La laicità comporta addirittura l'esclusione dei simboli religiosi dai luoghi pubblici destinati allo svolgimento delle funzioni proprie della comunità politica: da uffici, scuole, tribunali, ospedali, carceri, ecc.
Oggi si parla di pensiero laico, di morale laica, di politica laica. Alla base di tale concezione c'è una visione a-religiosa della vita, del pensiero e della morale: una visione in cui non c'è posto per Dio, per un Mistero che trascende la pura ragione, per una legge morale di valore assoluto, vigente in ogni tempo e in ogni situazione.
E' dei credenti in Cristo, contribuire ad elaborare un concetto di laicità che riconosca a Dio e alla sua legge morale, a Cristo e alla sua Chiesa il posto che ad essi spetta nella vita.
E' nostro compito far comprendere che la legge morale da Lui dataci, e che si manifesta a noi con la voce della coscienza, ha lo scopo, non di opprimerci, ma di liberarci dal male e di renderci felici. Si tratta di mostrare che senza Dio l'uomo è perduto e che l'esclusione della religione dalla vita sociale, in particolare la marginalizzazione del cristianesimo, mina le basi stesse della convivenza umana. Benedetto XVI
La laicità, nata come indicazione della condizione del semplice fedele cristiano, non appartenente né al clero né allo stato religioso, durante il Medioevo ha rivestito il significato di opposizione tra i poteri civili e le gerarchie ecclesiastiche, e nei tempi moderni ha assunto quello di esclusione della religione e dei suoi simboli dalla vita pubblica mediante il loro confinamento nell'ambito del privato e della coscienza individuale.
Al termine laicità è stata attribuita un'accezione ideologica opposta a quella che aveva all'origine.
La laicità comporta addirittura l'esclusione dei simboli religiosi dai luoghi pubblici destinati allo svolgimento delle funzioni proprie della comunità politica: da uffici, scuole, tribunali, ospedali, carceri, ecc.
Oggi si parla di pensiero laico, di morale laica, di politica laica. Alla base di tale concezione c'è una visione a-religiosa della vita, del pensiero e della morale: una visione in cui non c'è posto per Dio, per un Mistero che trascende la pura ragione, per una legge morale di valore assoluto, vigente in ogni tempo e in ogni situazione.
E' dei credenti in Cristo, contribuire ad elaborare un concetto di laicità che riconosca a Dio e alla sua legge morale, a Cristo e alla sua Chiesa il posto che ad essi spetta nella vita.
E' nostro compito far comprendere che la legge morale da Lui dataci, e che si manifesta a noi con la voce della coscienza, ha lo scopo, non di opprimerci, ma di liberarci dal male e di renderci felici. Si tratta di mostrare che senza Dio l'uomo è perduto e che l'esclusione della religione dalla vita sociale, in particolare la marginalizzazione del cristianesimo, mina le basi stesse della convivenza umana. Benedetto XVI
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